Ci sono inizi che non si dimenticano. Estate 2007, Cassino: un gruppo di giovani armati solo di idee, entusiasmo e una determinazione quasi incosciente decide di fare l’impossibile. Niente budget, nessun grande sponsor, solo volontari e una visione chiara: creare un festival che unisse arte, ambiente, musica e cultura. Quella visione si chiamava Eqofestival. E la prima edizione fu un piccolo miracolo.
Un festival nato dal basso
L’Associazione Eqo, nata da poco più di un anno, era composta da ragazzi di Cassino e dintorni. Non c’erano fondi, ma c’era un’idea potente: realizzare un evento che fosse contenitore di tutte le energie artistiche e culturali raccolte nel tempo. Dopo mesi di lavoro, prove, riunioni e autofinanziamento, dal 3 al 5 agosto 2007 andò in scena la prima edizione dell’Eqofestival. Il risultato? 72 ore non-stop di musica, arte, ambiente, sport e cinema.
Le anime del festival
L’area delle Terme Varroniane (20.000 mq di verde e sorgenti) divenne per tre giorni un villaggio alternativo: campeggio, laboratori, conferenze, concerti e performance in ogni angolo. Cinque reparti – Ambiente, Musica, Arte, Cinema e Svago – lavoravano in sinergia per creare un ecosistema temporaneo dove bellezza, sostenibilità e condivisione erano al centro.
Musica: un palco per ogni voce
Due palchi animavano le giornate: uno attivo di giorno per i gruppi emergenti e uno serale per gli headliner. Il programma musicale fu ricchissimo e memorabile:
- 3 agosto: Co’Sang, duo hip-hop napoletano amatissimo per i testi crudi e autentici.
- 4 agosto: Daniele Sepe, polistrumentista e icona della scena alternativa italiana.
- 5 agosto: The Hormonauts, travolgente trio italo-scozzese rockabilly-electro.
In aggiunta ai concerti serali, si esibirono numerosi gruppi emergenti e artisti indipendenti, tra cui:
- MGM
- Six Orange Mashrooms
- The Fire
- CollettivoMistoFunk
- Dirthy Deeds
- Circolo Vizioso
- Shy-Eon
- Disorder
- Angel Fire
- Sound System sparsi
- Musica classica con il M° Giuliano Balestra e il chitarrista Emiliano Leonardi
Ambiente: informare, coinvolgere, cambiare
Quattro aree tematiche mostravano al pubblico il volto pratico della sostenibilità:
- Energia: esposizioni di aziende sul risparmio energetico, un forno solare autocostruito.
- Rifiuti: mostra di Ferone su 50mq e azione informativa a cura di Legambiente.
- Acqua: percorso naturalistico e analisi ambientali con VAS.
- Mobilità sostenibile: con la MAGICA (auto ibrida ENEA-La Sapienza), Ciclofficina SNIA e Tuttociclo.
Cinema: lo schermo del reale
Proiezioni di documentari, cortometraggi, film indipendenti e rassegne curate da Daniele Mattia e l’Associazione Eqo. Tra i protagonisti:
- Atelier Lumière con i film: Bla Bla Bla, Un uomo di nome Ambrogio, Dimmelo tu, Lulù e Renè, Il metodo perfetto
- Fuorifuoco con corti autoprodotti
- “Terre in moto”, documentario sul terremoto dell’Irpinia (1980)
Arte e installazioni
EqoArte disseminava installazioni lungo il percorso termale: opere di giovani artisti, land art, laboratori mobili, pannelli partecipativi. Presente anche il forno solare per la cottura dell’argilla.
Vivere il festival
Due punti bar, un ristorante, Fruit Point, barbecue e panini farciti. Attività di free climbing, skateboard, yoga e massaggi. Il 4 agosto si svolse una giornata a tema sul precariato con storie, testimonianze e interventi dei sindacati. Ingresso e campeggio: 10 € (gratis per i soci), 5 € per ingresso giornaliero e concerti serali.
Un’energia irripetibile
L’atmosfera era carica, vera, irripetibile. Il pubblico? Coinvolto. Gli organizzatori? Esausti, felici, increduli. Nessuno si era mai aspettato che potesse funzionare. Eppure lo fece. Il nome Eqofestival cominciava a girare, e quella prima edizione diventava leggenda. Ma soprattutto, diventava futuro.
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