Restare, prendersi cura, non cedere al disimpegno. Ogni domenica, insieme, verso l’estate 2026.
tensioni sociali e da un senso diffuso di impotenza. In momenti come questi, la tentazione più forte è quella di tirarsi indietro, di disimpegnarsi, di pensare che il proprio contributo sia irrilevante.Noi pensiamo che sia esattamente il contrario.
Quando tutto spinge alla distanza, all’isolamento e alla delega, restare presenti diventa una scelta.
Prendersi cura di un luogo, incontrarsi, costruire relazioni reali è già una risposta. Non risolve tutto,
ma tiene aperto uno spazio di possibilità.
Per questo ripartiamo dagli Horti di Porta Paldi.
Con l’arrivo della primavera torniamo a prenderci cura dell’area: degli argini, dell’orto, dei viali, di ciò che rende questo spazio vivo e accogliente. Non come semplice manutenzione, ma come gesto collettivo. La cura di un luogo è sempre anche cura delle relazioni che lo attraversano.
Una cosa semplice
Gli Horti saranno aperti tutte le domeniche.
Non è una chiamata all’obbligo. Ognuno partecipa quando può, come può: anche solo per passare, salutare,
fermarsi un po’. E se una domenica non riuscite a venire, va bene lo stesso.
Noi, comunque, saremo lì.
Crediamo nella forza della continuità, in una presenza che non fa rumore ma costruisce. Le domeniche agli Horti sono fatte
di lavoro condiviso, ma anche di cultura, musica, chiacchiere, laboratori che nascono spontaneamente, un piatto cucinato
insieme, un manicaretto di stagione. È in questo equilibrio tra fare e stare, tra cura materiale e convivialità,
che si tiene insieme una comunità.
In un tempo che spinge al disimpegno, scegliere di prendersi cura di uno spazio comune è un atto profondamente politico.
Non nel senso ideologico, ma nel senso più semplice e radicale del termine: decidere di esserci.
Questo percorso guarda anche avanti. Le domeniche agli Horti sono il modo con cui vogliamo iniziare a immaginare e progettare
insieme l’estate 2026. Eventi, laboratori, momenti culturali e conviviali non pensati a tavolino, ma costruiti passo dopo passo,
con chi partecipa.
Partire da un orto, da un sentiero pulito, da una domenica condivisa non è poco. È il nostro modo di non arrenderci
all’idea che nulla possa cambiare.

