A tutt’oggi, un sogno irrealizzato
Il climate change e gli obiettivi di Parigi impongono ormai la riprogettazione delle città e della mobilità verso una “mobilità sostenibile”, ovvero l’utilizzo, per i propri spostamenti dentro e fuori la città, di mezzi di trasporto che in qualche modo limitino le emissioni in atmosfera di gas nocivi a effetto serra.

Questo approccio comprende mezzi di ogni tipo, dal trasporto pubblico alle automobili con motori più o meno “verdi” (come gli ibridi, i nuovi diesel e biodiesel, oppure mezzi a gas, etc…) al trasporto privato a emissioni zero, ovvero quelli a propulsione umana come i pattini, i monopattini, ma soprattutto, dulcis in fundo, la bicicletta.


La bicicletta è notoriamente un mezzo di trasporto che non consuma e non produce emissioni
di gas nocivi, quindi per sua natura è un mezzo ecologico e ad alta efficienza energetica. Non è
tutto. La bicicletta migliora la qualità della vita e la salute del singolo e della collettività, poiché contribuisce alla diminuzione del traffico migliorando la qualità dell’aria e non ultimo l’umore.

Nel 2007, Eqo presentò un progetto di condivisione di biciclette per la città di Cassino. Un’opera a basso impatto che avrebbe alleggerito il traffico su strada e avrebbe innestato nella città il seme della mobilità leggera, favorendo l’ambiente ma anche la felicità pro-capite.


eravamo all’inizio della sharing economy, nella sua versione più sostenibile, il bike
sharing, La “condivisione di biciclette”, è ormai pratica diffusa.

Ma come funziona esattamente?
Il meccanismo è semplice ed efficace. Consiste nella messa a disposizione dei cittadini di una
serie di biciclette di proprietà comunale, dislocate in diversi punti di parcheggio (le cosiddette
“rastrelliere”), che i cittadini (previa sottoscrizione di apposito abbonamento) possono
utilizzare durante il giorno con il vincolo di riconsegnarle alla fine dell’utilizzo presso uno dei
vari punti di raccolta predisposti per questo.

Attraverso l’utilizzo di una tessera elettronica , il singolo utente può prelevare la bicicletta in
qualunque cicloposteggio presente sul territorio e riconsegnarla ovunque trovi un
cicloposteggio libero, anche in un luogo diverso da quello di origine. In tal modo, la bicicletta
che viene riconsegnata diviene subito disponibile per un altro utente.
Ogni azione di presa e riconsegna delle biciclette viene trasmessa ad un server che aggiorna in tempo reale la disponibilità effettiva di biciclette sul territorio. Il singolo cittadino può
beneficiare di queste informazioni attraverso la rete, che gli consente di conoscere la
disponibilità in qualsiasi momento di biciclette nella sua zona.
In Italia continuano ad esserci enormi difficoltà nell’implementazione della mobilità leggera nelle città, anche perché non vengono creati sistemi integrati e intermodali che rendano la bicicletta una catena di mobilità sostenibile. Bus, tram e l’uso massivo di biciclette possono avere davvero un impatto enorme, ma c’è bisogno della volontà politica.
Eqo ha avanzato più volte la proposta di istituire il Bike Sharing a Cassino, città che si presta egregiamente, date le sue strade pianeggianti e le sue brevi distanze, all’utilizzo collettivo della bicicletta. E proprio per sostenere e dare visibilità al progetto che organizzammo dei convegni ad hoc e iniziammo ad organizzare i cicloraduni,

ma questa è un’altra storia.