Abbiamo scelto di denominare gli Horti di Porta Paldi “Parco Storico-Botanico” con piena consapevolezza. Perché questa terra non è solo uno spazio verde, ma un archivio vivente della storia di Cassino. E quello che è accaduto lo dimostra, ancora una volta, con forza.
Dove oggi camminiamo, un tempo scorrevano le vite degli uomini. L’antica via d’ingresso di Cassino, arricchita dalla presenza generosa dell’acqua, è da sempre un crocevia di civiltà. Dai romani al Medioevo, l’uomo ha saputo riconoscere il valore di queste sorgenti, sfruttandole con ingegno e lasciandoci tracce tangibili del suo passaggio.
La notte tra il 15 e il 16 agosto 2022, un temporale ha colpito duramente l’area di Porta Paldi. Il dilavamento del suolo, provocato dalle piogge, ha rivelato ciò che per secoli era rimasto celato: frammenti di una storia che chiede di essere raccontata.

Era Ferragosto quando il nostro socio Raffaele, insieme al presidente William De Maria, si è recato sul posto per verificare l’entità dei danni. Tra i detriti, qualcosa ha attirato la loro attenzione. Non semplici sassi, ma manufatti che raccontano un passato sepolto. Subito hanno allertato Dante Sacco, collaboratore del Ministero della Cultura, profondo conoscitore delle mura megalitiche del Lazio Meridionale e autore di articoli scientifici sulla nostra terra. Anfore romane, manufatti medievali e preistorici
La sua relazione parla chiaro:
“Tra i detriti generatisi sono stati rinvenuti abbondanti materiali archeologici, che vanno dall’industria litica all’età medievale, con abbondanti e prevalenti campioni di anfore romane. Il materiale erratico è stato campionato in loco ed in parte selezionato per essere, come la legge impone, trasmesso in custodia presso la sede periferica della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio del Lazio.”



Il passaggio di consegne è avvenuto direttamente per mano di Sacco, previa comunicazione al funzionario archeologo Carlo Molle.
Ma Porta Paldi non è l’unico testimone di un passato glorioso. L’area in cui oggi sorge il Parco Storico-Botanico è punteggiata da tracce di civiltà diverse, che si sono susseguite nel tempo lasciando segni profondi nella storia del territorio.
Le Mura Longobarde, imponenti e silenziose, ci parlano di un’epoca in cui Cassino era un punto nevralgico del potere e della difesa. Risalenti all’VIII secolo, queste mura custodivano un’area strategica, proteggendola dagli attacchi nemici e su cui oggi poggia l’attuale Via Di Biasio. L’abbiamo riportato letteralmente alla luce e poi liberato.


Non meno imponenti sono le Mura Federiciane, erette sotto l’imperatore Federico II di Svevia, che nel XIII secolo comprese l’importanza strategica del territorio e ne rafforzò le difese. Il loro tracciato, ancora oggi visibile, ci racconta di un’epoca di fortificazioni e battaglie, in cui il potere imperiale si scontrava con le autonomie locali.
Non è solo una scoperta. È un altro passo avanti nella valorizzazione di un’area che appartiene a tutti noi. Perché conoscere il passato aiuta a comprendere il presente. E forse anche a rispettare meglio la natura, invece di distruggerla.
Gli Horti di Porta Paldi non sono solo un luogo. Sono un’eredità che merita di essere protetta, studiata e raccontata. Il Parco Storico-Botanico è un simbolo di questa ricchezza: un intreccio di storia e natura, dove la memoria si fonde con il paesaggio e ci insegna a guardare avanti, senza dimenticare chi siamo stati.