Ci sono storie che sembrano lontanissime, sepolte nei secoli, chiuse dentro i libri di storia o nelle pieghe più oscure del Medioevo europeo. Eppure, quando tornano alla luce, ci accorgiamo che parlano ancora di noi. Dei nostri pregiudizi. Delle nostre paure. Del rapporto tra potere e verità. Del modo in cui una società può costruire un’accusa, indicare un colpevole, trasformare una persona in capro espiatorio.
È da questa materia antica e ancora dolorosamente attuale che nasce KILKENNY, 1324, la performance teatrale a cura di Simona Capaldi, in programma agli Horti di Porta Paldi.
Il titolo ci porta in Irlanda, nella città di Kilkenny, nell’anno 1324. È lì che prende forma una delle vicende più note e inquietanti legate alle accuse di stregoneria nel mondo medievale: una storia in cui si intrecciano religione, giustizia, interessi familiari, gerarchie sociali, paura del femminile e controllo dei corpi.
Ma KILKENNY, 1324 non è una semplice rievocazione storica. È un lavoro teatrale che parte da un fatto del passato per aprire una domanda sul presente. Chi decide cosa è vero? Chi ha il potere di accusare? Chi viene creduto e chi, invece, viene messo a tacere? E soprattutto: quante voci sono state cancellate dalla storia solo perché appartenevano a donne, serve, marginali, fragili, persone senza difesa?
La performance porta al centro proprio queste voci. Non quelle dei tribunali, non quelle dei giudici, non quelle dei poteri costituiti, ma quelle di chi è stato guardato con sospetto, di chi è stato trasformato in minaccia, di chi ha pagato sulla propria pelle il prezzo della paura collettiva.



In questo senso KILKENNY, 1324 si inserisce perfettamente nello spirito degli Horti: un luogo che non vuole essere soltanto uno spazio verde, ma un presidio culturale, un luogo di incontro, di ascolto, di ricerca, di comunità. Un posto in cui la bellezza naturale dialoga con la parola, con il teatro, con la musica, con la memoria.
Agli Horti, la scena non è mai separata dal luogo. Gli alberi, la luce, il suono dell’acqua, la presenza del pubblico diventano parte dell’esperienza. Per questo una performance come KILKENNY, 1324 trova qui una sua dimensione speciale: perché la natura accoglie una storia dura, la rende respirabile, ma non la addomestica. La accompagna. La amplifica. La restituisce al pubblico come domanda viva.
Il teatro, quando è necessario, non consola soltanto. Disturba, apre crepe, costringe a guardare meglio. E questa performance nasce proprio per questo: per attraversare una vicenda antica senza trasformarla in folklore, senza ridurla a racconto di “streghe”, ma restituendole il suo significato più profondo. Perché dietro ogni accusa di stregoneria c’è quasi sempre una società che ha paura di qualcosa: della libertà, della diversità, della conoscenza, dell’autonomia, della voce femminile.
KILKENNY ,1324 è quindi un invito a partecipare, ma anche a fermarsi. A mettersi in ascolto. A lasciarsi attraversare da una storia che arriva da lontano e che, proprio per questo, ci permette di vedere più chiaramente il nostro tempo.
L’appuntamento è agli Horti di Porta Paldi, con una performance teatrale intensa e suggestiva.
Un nuovo momento di cultura condivisa in un luogo che continua a crescere, ad aprirsi, a costruire relazioni e a dimostrare che anche uno spazio verde può diventare teatro, pensiero, comunità.
KILKENNY, 1324
Performance teatrale a cura di Simona Capaldi, con Leda Panaccione, Teresa Recchia e Carlo Delli Colli
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