25
Aprile
2026
Cassino
Horti di Porta Paldi

Il 25 Aprile, agli Horti di Porta Paldi, non sarà una ricorrenza qualsiasi.

Perché siamo in un periodo particolare. E per ciò che è accaduto proprio agli Horti: feriti da gesti vigliacchi, da segni d’odio, da una violenza miserabile che ha provato a sporcare uno spazio di comunità, di incontro, di libertà.

Per questo EQO sente il bisogno di esserci. Di esserci davvero.

Perché il 25 Aprile non è una festa generica della “libertà”, buona per tutto e per tutti, da usare come parola vuota, da stirare fino a farle perdere significato. No. Il 25 Aprile è la Festa della Liberazione. Liberazione vera, concreta, storica. Liberazione dal nazifascismo. Dalla dittatura. Dalla repressione. Dall’idea che il potere possa schiacciare le persone, cancellare il dissenso, perseguitare i fragili, umiliare i lavoratori, soffocare i diritti politici, sindacali e civili.

È la data in cui si ricorda che un Paese precipitato nelle tenebre della propaganda, della tracotanza, dell’ignoranza eretta a sistema, dell’odio trasformato in governo, riuscì a rialzarsi grazie a donne e uomini che scelsero di resistere. Anche a costo della propria vita.

Donne e uomini che si opposero a un regime che aveva portato l’Italia nel baratro: fratello contro fratello, guerra, miseria, persecuzioni, annientamento morale e materiale. Un regime che trascinò il Paese in una follia distruttiva, fino a dichiarare guerra a Gran Bretagna, Unione Sovietica e Stati Uniti: una piccola Italia piegata alla propaganda e condannata così alla rovina, alla devastazione, alla vergogna.

Donne e uomini che restituirono al nostro Paese dignità, futuro, possibilità. Che riportarono l’Italia nel consesso delle nazioni civili. Che impedirono che la vergogna nazionale diventasse il nostro destino definitivo.

A loro è dedicata questa giornata.

A chi ha lottato.
A chi è caduto.
A chi ha resistito.
A chi ha scelto di stare dalla parte giusta della storia.

E oggi, onorare quella memoria, non significa fare retorica. Significa scegliere ancora. Significa riconoscere da che parte stare quando si colpiscono i diritti, quando si umiliano le differenze, quando si prova a riscrivere il passato cambiando perfino le parole. Perché cambiare le parole, spesso, è il primo passo per cambiare la coscienza delle persone.

Noi invece le parole vogliamo usarle bene.
Liberazione vuol dire liberazione.
Dall’oppressione.
Dalla violenza.
Dall’odio.
Dalla paura.
Dall’ignoranza che si fa arroganza.
Dalla forza cieca che pretende obbedienza.

Per questo il 25 Aprile agli Horti sarà una giornata di memoria, di cultura, di musica, di teatro, di confronto, di diritti, di popolo. Una giornata aperta, viva, resistente.

Ci sarà la mostra di Elena Varriale, Tutte le donne che ho – Volti in libertà; la performance teatrale di Leda Panaccione e Teresa Recchia, Memoria e coscienza; il momento con Arcigay Frosinone su diritti, libertà e dignità delle persone; la tavola rotonda con FIOM, FIM e UILM sul diritto allo sciopero, tra storia e presente, con uno sguardo anche alla crisi Stellantis;

la presentazione del libro “Flotilla. In viaggio per Gaza” di Arturo Scotto, con Carlo Tecce de L’Espresso, Danilo Grossi e Alberto Simone;

i canti popolari di Raffaele Rodia dalla mattina; e alle 19 il duo Le Storie di Ieri, con Fabiano Pittiglio e Angelo Di Bello, per un omaggio a Fabrizio De André.

Sarà un modo per dire una cosa semplice e necessaria: che noi non arretriamo, che gli spazi si riprendono con la presenza, che alla violenza si risponde con comunità, che alla paura si risponde con partecipazione, che alla miseria morale si risponde con bellezza, memoria e lotta.

Il 25 Aprile, agli Horti di Porta Paldi, continuiamo a resistere.

Venite. Non potete mancare. Ci vediamo agli Horti.