Siamo tra il 2006 e il 2007 e Cassino è stretta in una gestione dei rifiuti a dir poco precaria. Il modus operandi è ancora quello di incenerire o mandare tutto in discarica. Il riciclaggio è ancora una chimera, non contemplato dalla politica e visto ancora come una pratica da paesi del nord Europa, a cui noi potevamo solo guardare ammirati.

Complice anche un percepito aumento di malattie legate all’inquinamento, sale però sempre più la consapevolezza che un cambio di passo è quantomai necessario per dare un futuro diverso e più salubre alla comunità cassinate. Ed è proprio in quest humus che si inserisce la battaglia contro l’innalzamento delle tariffe Tarsu, la tassa per la gestione dei rifiuti. Vista come ingiusta da gran parte della popolazione, anche perchè non volta ad investimenti per l’ammodernamento degli impianti o per una gestione diversa della raccolta dei rifiuti, ma come l’ennesimo balzello ai danni dei cittadini.

Ingaggiammo la battaglia e la protesta insieme a comitati e associazioni del territorio, creando il dibattito pubblico e ponendo sul tavolo alternative alla gestione del rifiuto in discarica. Manifestazione Tarsu Piazza De Gasperi

Qualche anno più tardi, si riuscì a fare quello che all’epoca sembrava un miracolo, la raccolta differenziata porta a porta.

Ad oggi c’è ancora molto da fare per migliorare il servizio e il conferimento dei rifiuti urbani, ma di sicuro quella battaglia fu l’inizio di una presa di coscienza collettiva che portò ad una gestione moderna dei rifiuti