EQO a Sostegno di un’Unione per la Sicurezza Condivisa

L’Europa che vogliamo non è un’Europa di guerra, ma un’Europa di pace, cooperazione e sicurezza condivisa. EQO aderisce con convinzione alla campagna lanciata per contrastare la corsa al riarmo e l’instaurarsi di un’economia di guerra che sottrae risorse essenziali a investimenti fondamentali per il benessere comune.

Un Debito di 800 Miliardi per le Armi: Una Scelta Vergognosa

Troviamo inaccettabile che, mentre le istituzioni europee faticano a compiere passi concreti verso una maggiore integrazione, si decida di sospendere le regole di bilancio per finanziare spese militari, accumulando un debito di 800 miliardi destinato alle armi. Il tutto senza un chiaro progetto di difesa comune, senza una politica estera unitaria e senza un vero dibattito democratico tra i cittadini europei. Un’Unione che sposta ingenti risorse dai settori civili alla spesa militare non è l’Europa che vogliamo.

La Guerra è un Fallimento, la Pace un’Opportunità

L’esperienza ci insegna che non esiste una soluzione militare ai conflitti. Lo dimostra la guerra in Ucraina, che dopo tre anni di scontri si è trasformata in un logorante stallo con un costo umano incalcolabile. Lo dimostra la situazione nella sponda sud del Mediterraneo, dove il doppio standard su autodeterminazione e diritti umani non può più essere tollerato. Se la politica abdica al suo ruolo e lascia spazio solo alla forza, allora è la politica ad aver fallito.

Un’Europa Costruttrice di Pace e Giustizia

L’Europa ha le dimensioni economiche, culturali e politiche per diventare una potenza di pace, capace di mediare e costruire sicurezza condivisa, non di alimentare un’economia di guerra. Dobbiamo contrastare il modello di “fortezza Europa” basato sulle armi e sui muri, promuovendo invece una cooperazione multilaterale che investa nella coesione sociale, nella transizione ecologica e nella giustizia internazionale.

EQO sostiene con forza questa visione e invita tutti a unirsi a questa campagna per un’Europa che non ceda alla logica del riarmo, ma scelga con coraggio la via della diplomazia, del diritto e della solidarietà.

Di seguito, il comunicato stampa della rete italiana di pace e disarmo che vi invitiamo a diffondere, cercando altre adesioni

L’Europa è anche nostra, facciamoci sentire