Quella dei referendum del 2011 fu una battaglia campale per tutto il mondo dell’associazionismo e della cittadinanza attiva in Italia. Il referendum fu vinto a mani basse grazie alla grande mobilitazione che investì tutto il paese. Non solo associazioni ma anche sindacati, partiti e movimenti di ogni tipo si mobilitarono per evitare la sciagura dell’acqua privata e della ripartenza del nucleare in Italia.
Un’esperienza di attivismo in cui si riversarono tutte le battaglie e le istanze per un territorio più giusto ed eqo, dove l’acqua era l’ultimo dei beni comuni da tutelare e difendere dalla grande speculazione.

Eqo diede il suo contributo con banchetti e raccolte firme. Partecipando a riunioni e
manifestazioni che culminarono in un cicloraduno per sensibilizzare la cittadinanza sui referendum
Purtroppo come ben sappiamo a 12 anni di distanza da quella esperienza l’acqua “bene comune” è intaccata come non mai e sempre più preda delle grandi società di capitali.
Su questo territorio sono state fatte grandi battaglie a difesa dell’acqua pubblica, contro Acea molte sono state le organizzazioni che hanno dato voce alle istanze di ripubblicizzazione del bene comune per eccellenza. Purtroppo nonostante gli sforzi protesi e gli avvicendamenti politici, oggi come non mai sembra compromesso la speranza che quel referendum ci diede.